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"Artemia" spettacolo popolare Medioevale

 

 10 Agosto dalle ore 21,00

 

La storia/Leggenda

Verso la metá del VI secolo d.c., la vita tranquilla delle popolazioni Sabine residenti nel territorio della cosí piú tardi detta "Fara Sabina", viene sconvolta dall 'arrivo del Longobardi dal vicino Ducato di Spoleto. Con il pretesto di controllare il confine tra il ducato di Spoleto e quello di Roma, i Longobardi guidati da Atribaldo da Pavia, dopo aver distrutto l'abbazia di Farfa , applicando una politica di sfruttamento e di salatissimi tributi, impoveriscono il territorio ad un punto tale che la maggior parte dei contadini lo abbandona. Nel 680 d.c. arriva a Farfa il monaco Benedettino Tommaso da Mauriemme il quale aiutato dalle poche famiglie Sabine rimaste, riporta in pochi anni il territorio agli antichi splendori ricostruendo anche l 'Abbazia di Farfa. Ariperto II da Pavia, nel 703 d.c.nomina Duca di Spoleto Faroaldo II un moderato che interloquiando con Tommaso getta le basi per una possibile collaborazione tra le popolazioni Sabine ed i ducati Longobardi ( Spoleto e Roma ) limintrofi. Farfa diviene centro di cultura e di fede; i contadini e artigiani Sabini ammodernano le piantagioni ed aprono sempre di piú nuove botteghe d'arte e mercati per la vendita dei loro prodotti agricoli. Questo splendore disturba Ariperto II che istigato da alcuni nemici di Faroaldo, invia a 'controllare' il territorio di Farfa il giovane Aginulfo, un ventunenne con la fama di prepotente e violento. In poco tempo tra scorrerie, razzie e violenze,le popolazioni ed il territorio  vengono ridotte in condizioni disastrose. A rendere piú difficile la situazione é la figlia sedicenne di Terenzio ( capo dei Sabini ) Artemia. Questa affascinata da quel  personaggio che é Aginulfo, se ne innamora perdutamente provocando l'orgoglio delle genti Sabine ad un punto tale che riunitisi in un sorta di Consorzio delle corporazioni decidono di eliminare Aginulfo. L'occasione propizia la offre la morte di Ariperto II per mano di Ansprando nel 712 d.c.. Senza il suo protettore Aginulfo diventa vulnerabile ed infatti il 10 di Agosto 712 ,i Sabini, usando la ignara Artemia   uccidono a Canneto Sabino Aginulfo, proprio ai piedi di quel millenario olivo che lui stesso usava come luogo di appuntamenti amorosi. Per evitare la feroce vendetta dei Longobardi, conoscendo le inclinazioni del ormai 60enne Adelfo successore di Aginulfo, i Sabini offrono la mano di Artemia in cambio della pace. Adelfo accetta la proposta e la giovane Sabina viene costretta ad offrirsi in  sacrificio in cambio della pace per il suo popolo

prove..prove ed ancora prove  prima dello spettacolo

 

 
 

il duro lavoro dietro le quinte

 
 

 
 

finalmente lo spettacolo

 
 

 
 

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